
Il repertorio ADELI è stato definitivamente dismesso nell’ottobre 2024. Qualsiasi ricerca su un numero ADELI attribuito a un medico straniero che esercita in Francia rimanda ora al RPPS, unico riferimento di identificazione valido. Il passaggio è stato automatico, ma le sue conseguenze pratiche sulla verifica dei professionisti laureati all’estero meritano un esame preciso.
Verifica RPPS di un medico straniero: cosa cambia tecnicamente con il passaggio post-ADELI
Prima dell’ottobre 2024, un medico straniero autorizzato a esercitare in Francia poteva apparire in ADELI con un numero di nove cifre, di cui le prime due corrispondevano al dipartimento di esercizio. Questo numero era attribuito dall’ARS dopo la registrazione del diploma e dell’autorizzazione all’esercizio.
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Dalla dismissione, il numero RPPS sostituisce integralmente questa logica. Il RPPS è attribuito a vita, indipendentemente dal dipartimento o dal cambiamento di luogo di esercizio. Per un medico straniero, la creazione nel RPPS è attivata dall’iscrizione all’Ordine dei medici, e non più da un deposito di dossier presso l’ARS.
Osserviamo che alcune strutture sanitarie conservano ancora nei loro archivi interni vecchi numeri ADELI. Questi identificativi non sono più interrogabili nell’Elenco Sanitario. Se un professionista presenta un numero ADELI come giustificativo, è necessario chiedergli il suo numero RPPS di undici cifre, unico identificativo riconosciuto dai servizi telematici dell’Assicurazione malattia.
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Per sapere come verificare l’Adeli di un professionista in questo nuovo contesto, la procedura si riassume nell’interrogare l’Elenco Sanitario dell’Agenzia per la Digitalizzazione della Salute con il nome, il cognome o direttamente il numero RPPS del medico interessato.

Elenco Sanitario: interrogare la base RPPS per un laureato all’estero
L’Elenco Sanitario, accessibile online, pubblica i dati certificati dagli ordini professionali e dal servizio sanitario delle forze armate. Per un medico straniero, la scheda mostra diversi elementi decisivi.
- Lo stato di esercizio (attivo, sospeso, radiato), aggiornato dall’Ordine dei medici dopo verifica dell’autorizzazione all’esercizio rilasciata dal ministero della Salute o dalla commissione competente.
- La specialità riconosciuta in Francia, che può differire da quella esercitata nel paese d’origine se l’equivalenza non è stata validata integralmente.
- Il o i luoghi di esercizio dichiarati (studio libero, struttura sanitaria, sostituzione), con gli indirizzi corrispondenti.
- La data di prima iscrizione, che consente di incrociare l’anzianità dell’autorizzazione all’esercizio sul territorio francese.
Se il professionista non appare nell’Elenco Sanitario, ci sono due ipotesi: o non ha ancora finalizzato la sua iscrizione all’Ordine, o la sua autorizzazione all’esercizio non è stata rilasciata. In entrambi i casi, l’assenza di una scheda RPPS attiva significa che il professionista non è autorizzato a esercitare.
Autorizzazione all’esercizio e iscrizione all’Ordine: il percorso normativo del medico straniero
La verifica del numero RPPS non è sufficiente a comprendere il percorso amministrativo che condiziona la legalità dell’esercizio. Raccomandiamo di conoscere le fasi preliminari per valutare l’affidabilità di un profilo.
Un medico laureato al di fuori dell’Unione europea deve ottenere un autorizzazione all’esercizio rilasciata dal ministero della Salute, dopo esame del suo dossier da parte di una commissione nazionale. Solo dopo aver ottenuto questa autorizzazione può iscriversi all’albo dell’Ordine dei medici.
L’iscrizione all’Ordine attiva la creazione del profilo RPPS. Senza questa iscrizione, nessun numero RPPS viene generato, e il professionista non può né prescrivere, né fatturare all’Assicurazione malattia, né accedere ai servizi telematici (protocollo ALD, certificati di malattia dematerializzati).
Caso particolare dei medici europei
Un medico in possesso di un diploma riconosciuto all’interno dell’Unione europea beneficia del riconoscimento automatico delle qualifiche. La procedura è più rapida, ma l’iscrizione all’Ordine rimane obbligatoria. Il numero RPPS è attribuito nelle stesse condizioni.
Medici che esercitano dall’estero nel sistema francese
Un medico straniero che non esercita fisicamente in Francia ma interviene nel sistema sanitario francese (ad esempio un medico svizzero che tratta pazienti frontalieri) deve firmare una convenzione con l’Assicurazione malattia francese. Questa convenzione gli attribuisce un numero di professionista sanitario e un’iscrizione RPPS, anche senza uno studio sul territorio.

Verifica incrociata dei diplomi e dell’autorizzazione all’esercizio in struttura
Le procedure HR nelle strutture sanitarie sono evolute. Non si limitano più a richiedere un numero ADELI o RPPS. La verifica incrociata è ora la norma per le assunzioni di medici laureati all’estero.
Questa verifica si concentra su tre punti simultanei:
- L’autenticità del diploma, controllata presso l’università di origine o tramite le banche dati del Centro ENIC-NARIC Francia.
- L’autorizzazione all’esercizio in Francia, verificabile presso il ministero della Salute o l’ARS competente.
- L’iscrizione attiva al RPPS tramite l’Elenco Sanitario, che conferma che l’Ordine dei medici ha validato il dossier.
Un reclutatore che si limita alla consultazione dell’Elenco Sanitario corre un rischio. L’elenco conferma l’esistenza di un’iscrizione, ma non dettaglia il percorso di validazione del diploma. Per un medico straniero, la corrispondenza tra queste tre fonti costituisce l’unica garanzia affidabile.
La scomparsa di ADELI semplifica l’identificazione (un solo numero, un solo elenco), ma non esime da una verifica documentale completa. Il RPPS certifica l’identità professionale, non la veridicità del diploma prima dell’autorizzazione all’esercizio. Incrociare l’Elenco Sanitario, l’autorizzazione ministeriale e il diploma rimane l’unico metodo robusto per garantire il reclutamento o la presa in carico da parte di un medico straniero in Francia.